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MUSEI

Museo Archeologico Nazionale di Venosa

Inaugurato nel novembre del 1991. Al suo interno, il percorso museale si snoda attraverso una serie di sezioni che illustrano le varie fasi di vita della città antica, a partire dal periodo precedente la romanizzazione, documentato da ceramica a figure rosse e da metariali votivi (terrecotte, bronzi tra cui un cinturone) di IV – III sec. a.C. provenienti dall’area sacra di Fontana dei Monaci di Bastia (odierna Banzi) e da Forentum (Lavello). Dominano questa sezione il corredo funerario di un bambino, contenente la statuetta del toro Api, ed il famoso askos Catarinella con scena di corteo funebre (fine IV – III sec. a.C.). Nei camminamenti del castello si ripercorre la vita dell’antica Venusia dal momento della sua fondazione, con la ricostruzione dell’impianto urbano e i più importanti documenti della fase repubblicana (le terrecotte architettoniche, la produzione ceramica a vernice nera, gli ex – voto dalla stipe sotto l’anfiteatro, la ricca monetazione in bronzo). Molto significativa e consistente si presenta la raccolta epigrafica che permette di ripercorrere le tappe più importanti della storia del centro antico, come il riassetto della colonia nel I secolo a. C., ben rappresentate dal templum augurale bantino, ricostruito nel Museo, con cippi iscritti per trarre gli auspici, e da un frammento della famosa Tabula bantina, con testi legislativi su entrambi i lati, rinvenuto nei pressi di Oppido Lucano nel 1967. Le epigrafi, alcune delle quali ricordano magistrati impegnati nel rifacimento di strade o nella costruzione di infrastrutture come l’acquedotto, sono soprattutto di carattere funerario con un notevole numero di cippi iscritti, stele centinate, coperchi di arca (la c.d. “arca lucana”), monumenti funerari con busti e statue a grandezza naturale e ricchi fregi dorici, che dal I a. C. fino al IV secolo d. C. costituiscono una preziosa testimonianza della stratificazione sociale della città.

Museo Archeologico Nazionale di Venosa