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Vincenzo Tangorra

(Venosa 1861 – Roma 1922)

Nacque a Venosa l'otto dicembre 1866 da un modesto maestro elementare. Fu educato nel Collegio Convitto Principe di Napoli di Assisi e compì i suoi studi negli istituti tecnici studiando agrimensura presso il Regio Istituto Tecnico di Melfi e ragioneria ad Ancona dove conseguì il diploma nel 1886. Successivamente, non disponendo dei mezzi per continuare a studiare e, viceversa, avendo urgente bisogno di provvedere al suo sostentamento e a quello della sua famiglia, optò per il lavori impiegatizi e, a seguito di pubblico concorso, fu assunto presso la Direzione Generale dei lavori ferroviari di Ancona (1888). Nello stesso anno, sempre a seguito di pubblico concorso, passò al Ministero della Pubblica Istruzione, come ufficiale d'ordine e l’anno successivo, fu assunto come vice segretario alla Corte dei Conti (in quest'ultimo concorso risultò essere il primo in graduatoria). Quivi rimase per molti anni fino all'ottobre del 1902 (1889 - 1902), percorrendo una rapida carriera che lo portò ad essere primo segretario. Nel corso di tale periodo proseguì nei suoi studi e, nel 1891, conseguì l'abilitazione all'insegnamento della Computisteria nelle scuole tecniche. Sono di questo periodo le sue prime pubblicazioni scientifiche: Saggio sulle scritture in partita doppia, Saggi di scienze economiche. Sempre durante il periodo di servizio presso la Corte dei Conti, previa specifica autorizzazione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, fu ammesso, per titoli, all'esame di diploma presso la Scuola Superiore di Commercio di Venezia, esame che superò brillantemente (risultò il primo classificato) conseguendo quindi l'abilitazione all'insegnamento delle Scienze Economiche negli istituti tecnici (1892). Grazie a questo ulteriore riconoscimento scientifico, ottenne la libera docenza in Economia Politica presso l'Università degli Studi di Roma. Insegnò così nell'ateneo romano Economia Politica per ben 10 anni, dall'1892 al 1902, continuando a prestare servizio presso la Corte dei Conti. Fu in tale periodo che pubblicò la maggior parte dei suoi lavori:

  • La teoria economica sul costo di produzione, Roma, Tipografia Agostiniana, 1893;
  • La nuova teoria dell'utilità degli economisti classici italiani: prolusione, Roma, 1894;
  • Per la teoria del fondo dei salari, Roma, 1894;
  • Delle denominazioni della scienza economici, Napoli, 1895;
  • II problema dell'emigrazione, Roma, Stabilimento Tipografico Italiano, 1896;
  • II metodo psicologico in sociologia, in "Rivista di Sociologia", Palermo, 1896;
  • I Fattori dell'evoluzione sociale, Roma, 1896;
  • Il problema delle leggi statistiche in base alla psicologia contemporanea, Milano;
  • Studi sulla pressione tributaria, Roma, 1897;
  • Controllo finanziario, Roma, Stabilimento Tipografico Italiano, 1898;
  • La funzione della banca: nota, Scanzano, Tipografia degli Olmi, 1899;
  • La sociologia e l'economia politica, Roma, 1898;
  • Il controllo fiscale nell'Amministrazione finanziaria. Ricerche intorno a taluni lineamenti formali della finanza, Scanzano, Tipografia degli Olmi, 1899
  • Come funziona la Corte dei Conti italiana, Bologna, 1899;
  • Il diritto finanziario e i suoi odierni problemi, Torino, Bocca, 900;
  • Le tasse ipotecarie, Torino, Bocca, 1900;
  • Saggi critici di economia politica, Torino, Bocca, 1901;
  • I limiti dell'indagine teorica nella finanza pubblica: prolusione, Roma, Stabilimento Tipografico Italiano, 1902.
Vincenzo Tangorra  - Venosa


Nel 1897 conseguì anche la libera docenza in Scienza delle Finanze, sempre nell'Università di Roma, e nel 1902 vinse il concorso per professore straordinario di Scienza delle Finanze e Diritto Finanziario nell'Università di Pisa (si badi bene che nel 1902 il Tangorra era ancora studente di giurisprudenza nell'Università di Camerino, nel cui ateneo conseguì il diploma di laurea nel 1903, quando cioè da sette mesi era professore straordinario nell'Università di Pisa). Nel 1904 conseguì l'ordinariato nella medesima università toscana, nella quale, nello stesso anno, era anche incaricato dell'insegnamento di Contabilità dello Stato. Fondò, e diresse per molti anni, la Rivista Italiana di Sociologia, la cui influenza fu molto determinante nella cultura italiana di quegli anni. Accanto all'intensa attività scientifica sopra brevemente delineata, il Tangorra profuse anche un attivo impegno in campo politico. Fu consigliere provinciale rappresentante del mandamento di Venosa nel 1893 consigliere comunale a Pisa nel 1908, a capo dell'opposizione di uno schieramento formato da cattolici e democratici. Nel primo dopoguerra aderì al Partito Popolare Italiano di Luigi Sturzo e fu deputato, eletto in Toscana, per due legislature (nelle elezioni del 1921 fu candidato anche in Basilicata, ebbe però scarsi consensi). Fu, infine. Ministro del Tesoro nel 1922, con Mussolini Presidente del Consiglio dei Ministri. Morì, a pochi mesi dall'insediamento, il 23 dicembre del 1922, dopo essere stato colpito da malore durante la seduta del Consiglio dei Ministri del 15 dicembre.