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Giovanni Ninni

(Venosa 1861 – Napoli 1922)

Nacque il 27 febbraio 1861 da un’antica famiglia venosina. Adolescente di raro ingegno, fu educato in un ambiente sano, dove il dovere era una religione. Completò il primo ciclo di studi presso la locale scuola elementare, dimostrando fin da allora una maturità superiore alla sua età. Figlio di medico, volle continuare la nobile tradizione paterna iscrivendosi nel 1879 alla facoltà di medicina presso l’Università degli Studi di Napoli. Si laureò con il massimo dei voti il 1° agosto 1886. Volle diventare chirurgo a tutti i costi perché affascinato dalla attività particolare e difficoltosa.

Giovanni Ninni - Venosa


Nel 1888 supera il concorso per un posto di assistente presso la Clinica Chirurgica del medesimo ateneo diretta dal professor Carlo Gallozzi. La sua ascesa continuò fino a diventare aiuto nell’Ospedale degli Incurabili per passare poi all’Ospedale dei Pellegrini sempre in Napoli. Nel 1896 ottenne la libera docenza in Medicina Operatoria, e quindi realizzò il suo primo ardente sogno, quello del libero insegnamento universitario. Nel 1910 venne nominato primario chirurgo nell’Ospedale dei Pellegrini, divenendone nel 1913 direttore sanitario. Dimostrandosi ben presto un pioniere nel campo della nascente chirurgia toracica, seppe restituire la vita ad una immensa schiera di sofferenti, offrendo questa sua preziosa opera senza chiedere nessuna ricompensa quando le circostanze lo richiedevano, specie se i pazienti provenivano dalla sua terra. La sua produzione scientifica, prevalentemente di carattere chirurgico, è costituita da 47 pubblicazioni frutto della sua attività di chirurgo. Tra di esse “Il Compendio di Medicina Operatoria” fu strumento essenziale per gli studenti di medicina. Fu tra i primi a tentare la sutura del cuore. Fu, come medico, uno dei protagonisti della guerra di Libia, e qualche anno prima, nel 1908, uno dei responsabili sanitari in occasione del tremendo terremoto che colpì Messina e Reggio Calabria. Morì a Napoli, il 5 aprile 1922, vittima del dovere, per infezione contratta ferendosi durante un intervento chirurgico che salvò la vita di un oscuro operaio, intervento che non volle interrompere. Ebbe anche un’intensa attività politica. Fu consigliere provinciale in più consiliature, e candidato alla Camera dei Deputati in occasione delle elezioni generali politiche del 1909.
Un busto marmoreo lo ricorda nel cimitero di Napoli, nel recinto degli uomini illustri.