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Giovan Battista De Luca

(Venosa 1614 – Roma 1683)

Nacque a Venosa nel 1614 da umile famiglia. Studiò giurisprudenza a Salerno e a Napoli dove si addottorò nel 1635 e dove esercitò l’avvocatura. All’età di 21 anni, tornato a Venosa, fece parte del Capitolo della Cattedrale (laico) come vicario generale. In tale veste si oppose ai soprusi del principe Nicola Ludovisi e, per sfuggire alle rappresaglie di quest’ultimo, dovette abbandonare il luogo natio. Trasferitosi a Roma, dove trovò rifugio nel 1654, ben presto si mise in evidenza, fino a ottenere importanti incarichi da Papa Clemente X. Prese l’abito ecclesiastico, divenne uditore e segretario dei memoriali di Innocenzo XI, che nel 1681 lo nominò Cardinale. La sua opera fondamentale è il Theatrum veritatis et iustitiae, sive decisivi discursus per materias  seu titulos distincti (21 tomi, Roma 1669 - 73), nella quale raccolse e ordinò i suoi studi e i discorsi da lui tenuti nell’esercizio dell’avvocatura. Del Theatrum curò una riduzione in italiano col titolo “Il dottor volgare ovvero il compendio di tutta la legge civile, canonica, feudale e municipale nelle cose più ricevute nella pratica” (15 libri, 1673), nella quale sosteneva l’opportunità dell’uso dell’italiano negli atti giudiziari.

Giovan Battista De Luca - Venosa


De Luca fu non solo un giurista dotto e moderno, ma anche uno scrittore chiaro, da collocare tra gli esempi notevoli di prosa tecnica e scientifica del Seicento. Compose molto probabilmente anche Instituta civilia, nonché opere di economia e di finanza. Morì il 5 febbraio del 1683, e memore della sua città natia, vi istituì per testamento borse di studio per universitari meritevoli, un monte di maritaggi e un monte frumentario. Da lui le chiese venosine, del Purgatorio in particolare, di S. Maria della Scala entro le mura, la Cattedrale, furono restaurate ed abbellite di opere d’arte come i bei dipinti del Maranta. Fu sepolto in un imponente mausoleo, nella chiesa di S. Spirito dei Napoletani, in via Giulia a Roma. Il Cardinale voleva essere sepolto nella Chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni di cui era titolare. Il Suo amico il Cardinal Pamphili preferì la chiesa di S. Spirito.
La Biblioteca Civica di Venosa conserva gran parte delle sue opere giuridiche e teologiche.