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Roberto Maranta

(Venosa 1476 - Melfi 1539)

Figlio di Bartolomeo, gentiluomo di Tramonti, località del Principato Citra, stabilitosi a Venosa, nacque nel 1476. Addottoratosi in utroque jure per molti anni insegnò presso lo Studio di Salerno e successivamente in quelli di Palermo e di Napoli. Sposò Viva Cenna di nobile origine venosina ed ebbe quattro figli: Bartolomeo, Pomponio, Lucio e Silvio. Uditore generale dei Caracciolo fu ferratissimo nelle leggi canoniche. A lui si deve il trattato De multipli rerum alienatione proibita. Ritiratosi come uditore generale a Melfi, ne fu scacciato con la famiglia dalla peste del 1501. Si rifugiò nel castello di Lagopesole dove compose la sua opera principale dal titolo Tractatus de ordine judiciorum sive Speculum Aureum et lumen advocatorum praxis civilis. Altra sua importante opera, composta successivamente, è quella intitolata “Feudi”, nella quale trattò in particolare questioni inerenti il diritto feudale. Morì in Melfi nel 1539.