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Monastero della Madonna delle Grazie

(XV/XVI secolo)

Edificata nel 1503 e consacrata nel 1657, l’originaria ubicazione era a circa duecentocinquanta passi dalle mura della città, lungo il tracciato dell’antica Via Appia. Nel 1591, a seguito dei lavori di ampliamento della stessa, fu fondato il convento dei frati minori dei Cappuccini. Il convento fu eretto sotto il titolo di San Sebastiano, secondo la povera forma cappuccina. Le celle erano 18 oltre una stanzetta esterna utilizzata per alloggiare i pellegrini. I frati del convento vivevano di elemosine del popolo venosino e dei paesi circostanti. Il convento venne ampliato nel 1629 con l’aggiunta di 5 nuove celle con una spesa di circa 200 ducati. Fu definitivamente abbandonato nel 1866 a seguito della emanazione delle norme di soppressione degli ordini religiosi. La chiesa era riccamente decorata con stucchi ed affreschi; al centro della volta a botte della navata centrale vi era rappresentato il “Giudizio di Salomone”, mentre nelle lunette laterali vi erano affrescati i santi francescani ed il Cristo Redentore. Dopo l’abbandono del convento da parte dei padri Alcantarini, subentrati ai cappuccini nell’ultimo periodo, dell’edificio venne utilizzato solo lo spazio di culto occupato dalla chiesa. A partire dai primi anni del XX secolo, il convento venne utilizzato come luogo di residenza, subendo pertanto rimaneggiamenti e modifiche tali da soddisfare le esigenze poste dalla nuova destinazione d’uso. Successivamente, a partire dagli anni Sessanta, il convento subisce progressivamente un grave degrado strutturale causato, principalmente del suo stato di totale abbandono e dagli atti di vandalismo perpetrati nella più totale indifferenza.

Monastero della Madonna delle Grazie - Venosa
 

Con i lavori di restauro avviati in occasione del Giubileo del 2000, viene recuperato l’impianto tipologico originario e viene effettuato il ripristino strutturale dell’edificio. Non è stato possibile però recuperare gli affreschi e gli stucchi che ornavano l’intera navata centrale coperta dalla volta a botte lunettata. Oggi, dopo il restauro, l’edificio si presenta su due livelli: il primo composto da una cappella con navata centrale a pianta rettangolare, rappresenta il nucleo più antico dell’intero complesso, terminante con una zona absidale divisa dal resto da un arco trionfante e, a sinistra, da una navata laterale; il secondo si compone di tre corridoi ortogonali tra di loro attraverso i quali si accede alle celle conventuali organizzate lungo il perimetro esterno ed interno dell’edificio con affacci all’interno del chiostro e in parte sui prospetti esterni. La disposizione degli ambienti è semplice e le celle, molto piccole, recano i segni della povertà e del peso della vita monastica fatta di meditazione, preghiera ed elemosine. La torre campanaria, aggiunta in epoca successiva, è innestata in parte sulla volta a botte della chiesa e parte su quella di un ambiente sottostante del convento.

Monastero della Madonna delle Grazie - Venosa