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PARTENZA DA PIAZZA UMBERTO
Punto di partenza ideale per la visita al
centro storico è Piazza Umberto
I , meglio nota come Piazza
Castello.
In primo piano la torre ovest del Castello; a sinistra una grande
fontana, edificata nel 1298
da Carlo dAngiò ;
da qui correva una cinta muraria e si apriva la porta principale
della città, quella di ponente, sulla quale era posta una
iscrizione in cui si esaltavano lantichità e la nobiltà
di Venosa, città cara a Bacco
e ad Apollo, patria di Orazio, nutrice delle Muse, delle leggi e
della medicina, vittoriosa in guerra, terrore dei nemici.
Oltrepassata limmaginaria porta, lasciandoci
alle spalle la città nuova, si erge la mole cilndrica della
torre ovest del castello ( fatto costruire nel 1470 dal duca Pirro
del Balzo, Signore di Venosa); delle quattro torri, questa di ovest
conserva pressochè intatte le strutture esterne ed interne
dove è ben visibile lo stemma dei Del Balzo (il sole raggiante).
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L'INTERNO DEL CASTELLO
Nellinterno del Castello è possibile
ammirare il bel loggiato a pilastrini
ottagonali risalente alla seconda metà del 1500. Completa
questo poderoso impianto la galleria seminterrata, adibita a Museo
Archeologico Nazionale.
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VIA DELLE FORNACI
Uscendo dal Castello verso il lato est- sud
, Via delle Fornaci, lungo la
quale si apriva un tempo lingresso originario. La strada conduce
alle fornaci, grotte scavate nella collina e prospicienti la valle
del Reale , dove, da tempi remoti e fino agli inizi di
questo secolo, abili artigiani diedero vita ad una delle industrie
locali più tipiche, quella della lavorazione del vasellame
in terracotta. Nella valle del Reale, infine, si incontra una fontana,
la Romanesca, che la tradizione
vuole costruita dai Romani, mentre una leggenda popolare racconta
dei magici poteri delle sue acque, capaci di ammaliare chiunque
ne beva.
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LA CHIESA DI SAN FILIPPO NERI
Risalendo su per la strada ci riporteremo
in piazza Castello, dove si staglia la barocca Chiesa del Purgatorio
( o di San Filippo Neri), opera, si suppone, di un architetto romano,
fatto venire a Venosa verso il 1680 dal cardinale G.B. De Luca,
allepoca uditore di Papa Innocenzo XI. Antistante la Chiesa,
la statua del cardinale Giovan Battista
De Luca ( Venosa 1614 Roma 1683 , personalità
di spicco nelle scienze giuridiche), opera dello scultore venosino
Pasquale Di Chirico. Spaziosa intorno al castello si stende la piazza
ad emiciclo con porticato (ventisette arcate) : in origine
costituivano la lizza e le stalle del castello fortezza, ma già
nella metà del 500 laspetto e la destinazione
dellintero complesso mutarono.
Il castello diventa residenza nobiliare dei Gesualdo e i portici
ospitano botteghe di artigiani, pizzicagnoli, mercanti di drappi
e , sei osterie.
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DA VIA VITTORIO EMANUELE II ALL'ABBAZIA
DELLA TRINITA'
Lasciandoci alle spalle il castello ci incamminiamo
verso Via Vittorio Emanuele II,
principale arteria cittadina che collega le due estremità
del centro storico il Castello e il complesso
della Chiesa della Trinità (lIncompiuta)
lungo la quale si affacciano i più importanti monumenti
di Venosa. Nella trama urbanistica essa rappresenta uno dei nuclei
della Venosa medioevale, della quale ne rimane solo lo schema viario.
Il nostro itinerario ci porta da un periodo storico ad un altro
il cui unico legame è dato dalla memoria delle pietre. Proseguendo
lungo la via , sulla destra , un antico palazzo sul cui portale
vi è lo stemma della famiglia De
Luca.
Deviando a destra, imboccando vico
Gravattone , ci si immette in una delle contrade più
tipiche di Venosa , dallatmosfera antica, dove ammiriamo una
costruzione in pietra locale con tre arcate medioevali a tutto sesto.
Rientrati da questo luogo sulla destra una epigrafe
cristiana risalente al VI sec. Giungiamo in Piazza
Orazio, sorta alla fine del secolo scorso sulle rovine
di un convento trecentesco. Vi domina il monumento al poeta latino
Quinto Orazio Flacco, che a Venosa nacque l8 dicembre del
65 a.c..Scendendo ancora, sulla sinistra la Chiesa
di S. Domenico (1348), con annesso convento e , largo
Baliaggio, uno spiazzo piccolo per dimensioni ma di straordinaria
importanza ,territorio anticamente amministrato dal balì
dellordine religioso dei Cavalieri
di Malta, che godette dal sec.XV del diritto di asilo
con immunità (abolito dai francesi nel 1808), una sorta di
stato nella città. Oltre largo Baliaggio la
fontana detta di Messer Oto (1298) e poco dopo Piazza
Municipio, dove, armoniosamente si ergono una di fronte
allaltra la Cattedrale
( fatta realizzare dal duca Pirro del Balzo nel 1470) e Palazzo
Calvino, sec.XVIII (sede municipale) allinterno
del quale è collocata una tavola marmorea di epoca romana,
i Fasti Municipali , con lincisione
dei nomi di magistrati romani dal 34 al 28 a.c..
Proseguendo per Via Frusci, in un vicoletto
un fabbricato di epoca romana, ritenuto da tempi remoti la
casa di Q. Orazio Flacco. Giunti alla fine di Via Frusci,
al limite del settore orientale, dove si apriva la porta secondaria,
il Monastero di S.Agostino (sec.XIV)
( oggi Istituto dei Padri Trinitari)
le cui mura inglobano i resti dellantico Castello Longobardo
(sec IX) su cui venne edificata nel 1280 la Chiesa di S. Agostino
con lannesso monastero. Andando oltre sulla destra la Chiesa
di S. Rocco (1501) dedicata
al Santo Patrono, sul cui retro si trova il Parco
Archeologico (terme romane, insulae di epoca imperiale
), lAnfiteatro, ed infine : l Incompiuta (Chiesa
della SS. Trinità).
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RISALITA DA CORSO GARIBALDI
Risalendo per via Frusci proprio di fronte
alla casa di Orazio sullo sfondo di via Cattedrale la fontana
di S.Marco ( sec.XVI). Dalla Cattedrale partendo da via
De Luca poi lungo corso Garibaldi
è consigliabile risalire attraverso i vicoli, i cortili,
le piazzette, le modeste case secolari e i palazzi gentilizi e godere
di quella atmosfera intatta, antica e nello stesso tempo nuova per
chi per la prima volta vi si inoltra.
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