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QUINTO ORAZIO FLACCO (Venosa 65 a.C. – Roma 8 a.C.)

Figlio di un liberto, Quinto Orazio Flacco nacque a Venosa nel 65 a.C..
Fu sostenuto e stimolato dal padre, che ne seppe cogliere in tempo le doti dell’ingegno e che volle che studiasse a Roma dove potè condividere l’educazione che era riservata ai figli delle classi privilegiate.
Fu ancora il padre a fargli completare gli studi ad Atene, da cui si allontanò dopo la morte di Cesare, quando, seguendo il sentimento di avversione per la tirannia, si schierò dalla parte di Bruto entrando nel suo esercito.
Giunse al grado di tribuno militare e prese parte alla battaglia di Filippi. Rientrato in Italia trovò casa e beni confiscati. Per sopravvivere , lavorò come scriba quaestorius, segretario del questore. In questo periodo si accostò alla poesia e conobbe Virgilio e Rufo.
Questo incontro fu provvidenziale; essi infatti fecero da intermediari presso Mecenate, nel cui circolo erano già inseriti, e verso il 38 ebbero da Mecenate la promessa di un incontro con Orazio. L’incontro ci fu e, anche se per la sua timidezza non diede subito frutti, Orazio alcuni mesi dopo entrerà nell’entourage degli intimi di Mecenate.
Nel 38 lo segue a Brindisi in occasione dell’ambasceria che Ottaviano gli aveva affidato: incontrare Antonio per rinsaldare l’accordo politico. L’Amicizia con Mecenate durò fino alla morte; morirono a breve distanza entrambi nell’8 a.C. Di questo lungo e caldo rapporto si trova frequente segno analizzando le opere, molte delle quali sono dedicate a Mecenate. Meno semplice fu il rapporto con Augusto; frequenti furono le recusationes davanti alle richieste di comporre poesia epica. Sembra che l’autonomia e la riservatezza di Orazio nei rapporti con Augusto siano state costanti. Fu anzi Augusto che ne stimolò talvolta una maggiore confidenza. Si sa con certezza che nel 25 aveva rifiutato il posto di segretario personale di Augusto.

LE OPERE:

Epodi ( 17 carmi)
Satire ( I , II libro)
Odi ( I,II,III,IV libro)
Epistole ( I,II libro)

Il Carmen saeculare
Epistola ai Pisoni o Ars Poetica

CARLO GESUALDO PRINCIPE DI VENOSA ( Venosa 1566 – Gesualdo 1613)

Discendeva da una nobile famiglia napoletana, aveva studiato la musica approfondendo la teoria del cromatismo e l’enarmonia nella musica antica.
Amico di Torquato Tasso di cui amava musicare i versi condividendone la morbida e passionale malinconia.
Temperamento ardente e impetuoso, il 27ottobre del 1590 sorprese la moglie Maria d’ Avalos e l’amante Fabrizio Carafa e li fece uccidere entrambi dai suoi servitori.

Sposò poi (1594) Eleonora d’Este, nipote di Alfonso II, duca di Ferrara. Si dedicò tutto alla musica, lasciando 6 libri di Madrigali a 5 voci ( 1594-1611) e Madrigali a 6 voci, dove il genere viene portato ad altezze estreme, grazie ad una sconcertante e audacissima originalità di mezzi tecnici.

Dice Massimo Milla " il gusto dello strano e del complicato nelle composizioni di Gesualdo fa presagire il barocco".

GIOVAN BATTISTA DE LUCA Giurista e letterato ( Venosa 1614 – Roma 1683)

Giovan Battista De Luca nacque a Venosa il 1614. Studiò giurisprudenza a Salerno e Napoli dove si addottorò nel 1635 e dove esercitò a lungo l’avvocatura. Trasferitosi a Roma nel 1654, prese l’abito ecclesiastico, divenne uditore e segretario dei memoriali di Innocenzo XI, che nel 1681 lo creò Cardinale. La sua opera fondamentale è il Theatrum veritatis et iustitiae, sive decisivi discursus per materias seu titulos distincti ( 21 tomi, Roma 1669-73), nel quale raccolse e ordinò le materie, le allegazioni forensi e i discorsi da lui tenuti nell’esercizio dell’avvocatura. Del Theatrum curò una riduzione in italiano col titolo Il dottor volgare ovvero il compendio di tutta la legge civile, canonica, feudale e municipale nelle cose più ricevute nella pratica ( 15 libri, 1673) sostenendo contemporaneamente nel Discorso dello stile legale l’opportunità dell’uso dell’italiano nei giudizi.Acuto, brillante, dotato di un’ironia pronta e vivace, De Luca è non solo un giurista dotto e moderno, tutto rivolto alla concretezza del consenso e dell’uso dei popoli, ma anche uno scrittore netto e vivo, da collocare tra gli esempi notevoli di prosa tecnica e scientifica del Seicento. Compose molto probabilmente anche Instituta civilia, nonché opere di economia e di finanza.

LUIGI TANSILLO (Venosa 1510 - Teano 1568)

Nasce a Venosa nel 1510. Formatosi alla cultura classica nell’ambiente umanistico napoletano, fu cortigiano presso nobili famiglie, e dal 1536 al 1553 al servizio del vicerè Pietro di Toledo che seguì in numerose spedizioni militari .

Dalla sua opera si rileva una predilizione per il genere idillico-familiare, talvolta associato a un gusto figurativo e sensuale di tendenza “barocca “.

Fra le opere notevoli : l’egloga amorosa I due Pellegrini( 1572), i 24 Capitoli in terzine, il poemetto in ottave Il vendemmiatore( 1532- 1534) ,il poema ascetico Lagrime di S.Pietro, e soprattutto i due poemetti in terzine La Balia (1552) e Il Podere( 1553-1559) , da annoverare insieme ai contemporanei dell’Alamanni e del Rucellai, tra i più significativi testi didascalici del Cinquecento.

Il Canzoniere del Tansillo raccoglie oltre 120 componimenti, in prevalenza sonetti, in cui l’autobiografia quotidiana si alterna con l’esercizio letterario di imitazione del Petrarca.

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